ESTENSIONE DELLA CEDOLARE SECCA ANCHE AGLI IMMOBILI AD USO COMMERCIALE

PossibilitÓ di aderire al regime d′imposta sostitutiva per alcune categorie di immobili locati, destinati ad uso commerciale.

La cedolare secca Ŕ un′imposizione fiscale sostitutiva dell′IRPEF sui canoni di locazione.

Fino al 2018 la cedolare secca poteva essere applicata esclusivamente ad immobili ad uso abitativo, con la legge di bilancio 2019 (art. 1 co. 59 del 30dicembre 2018) viene prevista la possibilitÓ di aderire al regime d′imposta sostitutiva per alcune categorie di immobili locati, destinati ad uso commerciale.

Nello specifico i requisiti necessari sono:

1.           canoni di locazione relativi a negozi in categoria catastale C/1 e relative pertinenze

2.           superficie non superiore a 600 metri quadrati (senza considerare le pertinenze)

3.           contratti di locazione stipulati nell′anno 2019

4.           tutti i contratti di locazione posti in essere dal 15/10/2018 senza interruzione anticipata

L′opzione per l′adesione al regime della cedolare secca pu˛ essere esercitata unicamente dal locatore, che deve rientrare nelle seguenti categorie:

1.           persona fisica, soggetto passivo irpef

2.           titolare del diritto di proprietÓ o altri diritti reali di godimento (ad esempio usufrutto)

3.           colui che effettua la locazione al di fuori dell′esercizio di un attivitÓ dí′impresa

4.           il soggetto passivo che consegue un reddito fondiario.

 Dal 2017 sono state apportate alcune modifiche riguardanti i soggetti passivi dell′imposta sostitutiva, permettendo al sublocatore o al comodatario (a patto che conceda a titolo oneroso il godimento dell′immobile a favore di terzi) di aderire al regime della cedolare secca, con la condizione che i contratti da questi stipulati abbiano la caratteristica delle locazioni brevi.

Le aliquote della cedolare secca sono rispettivamente 21% e 10%.

Il 21% viene applicato ai contratti a canone libero (4+4), contratti aventi ad oggetto immobili censiti nelle categorie catastali A/1, A/8, A/9 (finalitÓ turistiche) o locazioni brevi.

Il 10% viene invece applicato ad unitÓ immobiliari ubicate nei comuni con carenze di disponibilitÓ abitative ed a contratti a canone concordato sulla base di appositi accordi tra le organizzazioni della proprietÓ edilizia e degli inquilini.